Come un morto che torni da Acheronte ricomincio daccapo o almeno provo. Ne è passata di acqua sotto i ponti mentre io non c’ero o chissà dove ero, sotto quale altra mora, in quale vento. Qui tutto il peggio che ho lasciato trovo: in primis il fantasma di me stesso, più scarno, e incattivito e [...]
Archivio per la categoria ‘poesie mie’
“Sono sudata come una cavalla”, disse la donzelletta tamponando col fazzoletto le gote arrossate e il fesso nello scollo tra le tette. Fu al ballo per la Festa della Donna, l’otto marzo del settantasette, là, nel natale mio borgo selvaggio tra la montagna e il mare. Ebbe da quella data inizio il corso base da [...]
Torno, e andando di corsa a fare spesa, la intravedo all’uscita che dirige l’evacuazione del carrello nel bagagliaio infelice del poeta. Aveva un berrettone color fiamma a coronare il mantello regale. Mi ha visto, credo. Io certo l’ho mirata. Lui era di spalle, ingolfato testa e schiena nelle fauci spalancate, apprendista del rischio, tuttofare. Nessun [...]
Quella s’è innamorata di un poeta. Sarà per questo che io, coglione, scrivo. Per invidia miseria e emulazione, sono poeta anch’io. Cosa volete? Fosse stato, per caso, un puttaniere, un ladro, un farabutto, un mascalzone, avrei rubato anch’io galline e uova, e scassato le alcove del quartiere. Tutto si può imparare andando a scuola. Alfieri [...]
Perché cazzo ti sei messo a scrivere, se poi non ti riesce di pescare la sola parola che conta quella che ti è sgusciata dalla maglia, il talento che affonda nella sabbia?
Due giorni che si gela. È primo inverno, giusto, in cielo splende Orione, tempo di neve e borea. Va bene, abbiamo visto. Basta ora. Passiamo all’estate.
Di ogni storia ciò che conta è il pezzo che manca la lacuna di memoria il segno indecifrato il passo senza impronta il silenzio sotto la parola.
Radici, radici, radici. E i rami, e le foglie, e gli innesti? E gli uccelli che rubano i frutti cagandone i semi tra altre radici, in altri terreni?
